Nuovo look per il mio blog

Postato da admin il 14 - gennaio - 2010COMMENTA

Ho deciso di cambiare il look del mio videoblog tornando ad un aspetto più “blog”, ma sempre con numerosi contributi video. Stiamo ancora lavorando per aggiornare i contenuti.

A presto.

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Iniziativa popolare di osservazione al PUG

Postato da admin il 11 - gennaio - 2010COMMENTA

Iniziativa popolare di osservazione ai sensi art.11 della L.R. 20/01 alla Delibera n.1 del 02/11/09 del Commissario ad acta Comune di Ceglie Messapica di adozione del” Piano Urbanistico Generale” relativa alla richiesta di salvaguardia della zona MONTEVICOLI.
Il sottoscritto dr.Nicola Ciracì in qualità di consigliere comunale di Ceglie M.ca unitamente ai componenti del gruppo su face book “ SALVIAMO MONTEVICOLI” come da elenco allegato;
poiché l’intera zona MONTEVICOLI viene destinata nell’adottando P.U.G. a zona omogenea C2 con relativi interventi di edilizia residenziale da effettuarsi in una macromaglia di ben 180 ettari  che di fatto trasformerebbero l’area di maggior pregio della nostra comunità in un quartiere con l’evidente danno anche all’immagine  turistica di Ceglie;
ritenendo che la scelta effettuata dal progettista ,seguendo gli indirizzi dell’Amministrazione Comunale, non tiene in alcun conto che,
la SOPRAINTENDENZA per i BENI AMBIENTALI,ARCHITETTONICI,ARTISTICI  e STORICI di Bari con nota prot.n.30629/97 a firma del sopraintendente arch. Gian Marco Jacobitti relativa al parere sul P.R.G. del nostro comune scriveva:”Il territorio , facente parte del sistema collinare murgiano, antropizzato sin dal periodo messapico, del quale conserva cospicue testimonianze, ricco di sedimenti architettonici,insediamenti rurali, cavità grottali ed emergenze naturalistiche quali brani di residue superficie macchiose e boscate che configurano la cosiddetta campagna storica visibile dalla periferia urbana come ad esempio Loc.tà MONTEVICOLI presenta nel suo complesso rilevante valore paesistico, meritevole di salvaguardia”.
La SOPRAINTENDENZA per i BENI ARCHEOLOGICI per la Puglia di Taranto, con nota prot.n.2231/01 a firma del Sopraintendente dott.Giuseppe Andreassi  “ritiene che non la singola Grotta di MONTEVICOLI debba essere tutelata ma un’area più vasta”.
Che nella stessa relazione del P.U.G. a pag 37 i progettisti definiscono l’area meritevole di tutela  “di grande interesse anche per l’eventuale pertinenza dei resti in parte attribuiti alla grotta di MONTEVICOLI, andrebbe valutata nel suo potenziale archeologico e qualsiasi operazione di scavo andrebbe a soggetta a controllo preliminare”, dimenticando però di tutelarla effettivamente.
Risultando evidente che la destinazione del piano mal si concilia con tali pregiate caratteristiche ed anzi è volta alla completa distruzione del rilevante valore paesistico-archeologico ,
si osserva che è opportuno che l’area continui ad essere destinata a Zona E1 prevedendo misure idonee di salvaguardia e mantenendo salva la possibilità di interventi esclusivamente ricettivi o alberghieri.
Il Consigliere comunale dr.Nicola Ciracì

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Il documento politico sull’Università di Brindisi sottoscritto da sette consiglieri provinciali:

Attualmente a Brindisi hanno sede i seguenti corsi di laurea:
A) Afferenti all’Ateneo di Bari:
1) corso di laurea triennale in “Economia Aziendale” + specialistica in “Economia e Management delle Org. Marittime e Logistica”;
2) corso di laurea triennale in “Progettazione e Gestione delle attività culturali” (denominato in precedenza “Storia, Scienze e Tecniche dell’Industria Culturale”);
3) corso di laurea triennale in “Informatica”;
4) Scienze infermieristiche (numero chiuso).

B) Afferenti all’Ateneo di Lecce:
1) corso di laurea triennale in “Ingegneria Industriale” + specialistica in “Ingegneria aerospaziale”;
2) corso di laurea triennale in “Scienze sociali, politiche e del territorio”.

Al di là delle conseguenze che la Riforma Universitaria in corso produrrà sugli atenei italiani, occorre avviare una riflessione approfondita sulla situazione della provincia di Brindisi che si trova ad accogliere corsi di studi che afferiscono all’ateneo di Bari e a quello di Lecce.
In primo luogo, per evitare il rischio di una concorrenza sleale, ma anche per noi inopportuna e nociva, tra i due atenei, sarebbe auspicabile istituire una Fondazione in cui riunire i due atenei, sulla scia di altre esperienze in Italia come la Fondazione Università di Mantova, nella cui offerta formativa confluiscono il Politecnico di Milano, l’Università di Pavia e l’Università di Brescia (l’ indirizzo è www.unimn.it ), e che comprende Architettura, Ingegneria, Medicina e Scienze della Mediazione Linguistica.
Ovviamente, ciò che più va tenuto in considerazione è il contesto entro cui il polo universitario si va a collocare, intendendo per contesto sia il sistema produttivo ed industriale, sia l’ambiente culturale in senso lato, soprattutto quando ci troviamo di fronte nella provincia di Brindisi ad una miniera non solo di beni culturali (paesaggistici, monumentali, museali, naturalistici), ma anche di attività culturali disseminate lungo l’intero territorio (dal festival della musica barocca di San Vito al Torneo federiciano dei rioni di Oria, tanto per citare alcune manifestazioni) e che hanno nel rinato teatro Verdi di Brindisi il loro nucleo fondamentale, destinato a diventare, qualora se ne creassero le condizioni, il centro propulsore di tutto un complesso di attività ramificate nei Comuni.

Due sono, dunque, le direttrici di un modello di sviluppo sostenibile nel nostro territorio:
1) il sistema industriale esistente – dal Distretto dell’areospazio alla chimica -, per cui vanno attivati e potenziati i collegamenti con Ingegneria già esistente (facente capo a Lecce) e con Farmacia da istituire (Bari);
2) il patrimonio dei beni e delle attività culturali, attorno a cui va potenziato un corso di laurea umanistico come “Progettazione e Gestione delle attività culturali”, che potrebbe diventare il Dams del Sud, una Facoltà delle Arti/della Musica/dello Spettacolo del Sud.
Tanto più che nella nostra regione abbiamo l’Apulia Film Commission e un Teatro Pubblico Pugliese, entrambi molto attivi, oltre che delle politiche culturali che hanno puntato molto su queste dimensioni della cultura anche come attrattività turistica.

Recentemente il rettore dell’Ateneo leccese, Laforgia, ha dichiarato che egli vorrebbe istituire a Lecce un Dams, ma è impossibilitato per ragioni finanziarie. Allora, quale migliore occasione perché sia la Provincia di Brindisi a prendere l’iniziativa, e sia il Comune di Brindisi, che si è candidato ad essere riconosciuto come città d’arte, a fare altrettanto?
Numerose sarebbero le ricadute positive di una siffatta istituzione. Se ne accennano solo alcuni:
1) promozione delle energie creative esistenti sul territorio, anche attraverso forme di incentivazione nella produzione spettacolare e di agevolazione nell’inserimento e nella distribuzione sul territorio provinciale e nazionale, anche in rapporto con il Teatro Pubblico Pugliese;
2) creazione di un centro di formazione teatrale non limitato agli attori, ma esteso anche alle figure tecniche dei fonici e dei datori di luce e alle pubbliche relazioni;
3) un rapporto sistematico con il sistema scolastico, anche attraverso la formazione del pubblico.

Inoltre, beni culturali vanno considerati anche luoghi e attività produttive come masserie e case cantoniere che possono essere rivitalizzate e riqualificate in termini economici e di mercato, rese oggetto di visite guidate da parte del mondo della scuola e soprattutto reimmesse in circuiti di turismo culturale, ove si possano gustare prodotti agricoli locali e assistere a manifestazioni culturali tipiche. Economia e cultura, così, si danno la mano in un rapporto nuovo.

La proposta è allora:
1) di mantere i corsi di laurea esistenti dell’ateneo barese, eliminando una delle due specialistiche di Economia, quella in “Amministrazione e consulenza aziendale”, che da sola ha un costo di euro 89.348, puntando su una riqualificazione di “Progettazione e Gestione delle attività culturali” nel senso indicato;
2 ) di mantenere i corsi di laurea esistenti dell’ateneo leccese, riconcordando le specialistiche già attivate;
3) di istituire il corso di laurea in Farmacia;
4) di istituire un master in agraria;
5) di riunire i due Atenei in una Fondazione che sarà denominata “Fondazione Università di Brindisi”.

Brindisi 8 gennaio 2010-01-08
Firme
Francesco Fistetti (Riformisti per Fistetti)
Nicola Ciracì (Pdl)
Paolo Urso (Mpa)
Ciro Argese (Adc)
Vincenzo Attorre (Puglia prima di tutto)
Vitantonio Caliandro (Partito Socialista)
Italo Guadalupi (Pdl)

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Al Commissario straordinario
Osservazione al P.U.G. a norma art.11 LR n.20/01
Il sottoscritto Nicola Ciracì in qualità di consigliere comunale del Comune di Ceglie M.ca, in merito alla scelta effettuata dal progettista di individuare una sorta di “ seconda” zona industriale sul lato dx della s.p. Ceglie-Francavilla F.na esprime il proprio dissenso  facendo proprie le perplessità avanzate dalla III Commissione Consiliare Urbanistica in data 24/03/07 che aveva evidenziato l’antieconomicità di tale scelta vista la totale mancanza di infrastrutture nell’area individuata. In tale seduta oltre alla mia persona il consigliere di maggioranza Antonio Amico, come da verbali, aveva richiesto di privilegiare le aree già dotate di infrastrutture al fine di non gravare economicamente sulla comunità, ricevendo l’assenso della commissione. Risulta evidente che dovedo creare ex novo acquedotto, fognatura, rete gas,rete viaria oltre a determinare oneri di urbanizzazione elevatissimi di fatto si  inciderebbe pesantemente sui costi dei futuri lotti
Va evidenziato che le attuali due zone D dopo 30 anni dalla nascita, non hanno ancora soddisfatto la loro totale insedi abilità con una superficie residua di ben 50.000 mq evidenziando quindi l’inutilità di creare una nuova zona, peraltro non allineata in contiguità con il conseguente devastante impatto ambientale. Vedesi allegati 1.2.3.4.5.6.
Prolungare invece l’attuale zona D sullo stesso versante in contiguità con l’esistente, rappresenterebbe un’opportunità per un nuovo impulso al completamento delle infrastrutture ,oltre a considerare un controllo più agevole del territorio poiché la contiguità fisica tra la zona D esistente e quella a realizzarsi, consentirebbe di realizzare delle economie nelle forniture e gestioni dei servizi essenziali per gli insediamenti produttivi quali il presidio e vigilanza del territorio(progetto di AREA VASTA presentato dal comune a finanziamento che prevede porte vigilate d’ingresso alla zona industriale) e la possibilità di implementazione  di servizi alle imprese quali a es. sportelli bancari o punti ristoro.
Le stesse tavole del P.U.G  SISTEMI TERRITORIALI LOCALI tav. n 2.a.1, 3 e 4 evidenziano che la nuova area individuata è soggetta a vincoli idrogeologici ,come le Tavole di INVARIANTI di TIPO PAESAGGISTICO AMBIENTALI riquadro n.3 evidenziano la presenza di bosco, cava ,area di pertinenza nel sito “stranamente “individuato , senza logicità alcuna, come nuova area D.il rilievo aereo fotogrammetrico(allegato 7) evidenzia in maniera lapalissiana che tale area è piena di dislivelli e avvallamenti oltre ad essere zona di raccolta e reflusso delle acque meteoriche , fatti che già da soli evidenziano l’illogicità di tale scelta urbanistica.Sfugge davvero alla comprensione dei più per quale motivo il progettista da un lato tende a vincolare l’area e dall’altro la cementifica.
Risulta incomprensibile come la coprogettista dr.essa Pace, chiamata a dirigere l’Ufficio Parchi della Regione Puglia, pur essendo in possesso di ortofoto dell’area non abbia compreso che nella zona  individuata sono ad oggi presenti in una vera e propria piantata centinaia di secolari alberi d’ulivo, dichiarati patrimonio inestimabile dalla stessa regione con apposita legge, che andrebbero divelti per far posto a un ennesimo cimitero industriale.
Viste le considerazioni riportate si chiede di annullare la destinazione a zona D dell’area citata riportando la stessa alla sua originaria destinazione.
Dr. Nicola Ciracì

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Si è costituito su Facebook , su iniziativa del consigliere comunale di Ceglie M.ca Nicola Ciracì il gruppo ” Salviamo Montevicoli” che si prefigge l’obiettivo di effettuare, per la prima volta in Italia, un’OSSERVAZIONE al PUG come previsto dalla legge regionale 20/01 tramite la rete.
Ad oggi alla richiesta di tutela dell’area di Montevicoli, destinata dall’adottando piano urbanistico a zona edificabile, hanno aderito ben 650 cittadini e molto nomi famosi dal regista Romeo Conte, al giornalista Mimmo Consales, all’eurodeputato Raffaele Baldassarre, al blogger di Piazza Plebisciti Domenico Biondi, al consigliere di Torre Guaceto Vincenzo Vacca, al DJ Manuel Borghetti, . Il gruppo chiede che l’area ,famosa per i suoi ristoranti e per le meravigliose grotte,venga sottoposta a tutela come richiesto sia dalla Sopraintendenza ai Beni Ambientali di Bari che quella ai Beni Archeologici di Taranto.
I membri del gruppo si riuniranno martedi 29 cm alle h 19 presso i locali comunali ex ufficio tecnico di via Elia nel centro storico per firmare insieme l’osservazione al PUG da depositare entro la scadenza del 2 gennaio e decidere quali altre iniziative assumere.
” L’aver pensato di trasformare una delle più belle zone della provincia di Brindisi come Montevicoli,sede dei nostri migliori ristoranti e delle rinomate grotte , in un quartiere edificabile è un idea folle che va fermata. Faremo di tutto affinchè ciò che richiesto dalle due Sopraintendenze e cioè che la tutela della zona e delle grotte diventi quanto prima realtà. Ci appelleremo , anche in modo bipartisan a consiglieri regionali, parlamentari, allo stesso Presidente Vendola a uomini di cultura affinche il ministero dei Beni culturali intervenga quanto prima. e blocchi qualsiasi tentativo di speculazione”

COMUNICATO STAMPA GRUPPO ”SALVIAMO MONTEVICOLI”

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Revoca Piano di Caccia – Comunicato stampa

Postato da admin il 20 - dicembre - 2009COMMENTA

COMUNICATO STAMPA
La decisione assunta dalla maggioranza di centrosinistra alla provincia di Brindisi nello scorso consiglio  di bocciare l’ordine del giorno ,proposto dai gruppi di minoranza ,che prevedeva la revoca in autotutela della delibera  con la quale è stato approvato il piano faunistico venatorio nel 2007, dimostra  miopia politica e scarsa considerazione delle ragioni degli agricoltori cacciatori ed ambientalisti della nostra provincia.
Soprattutto in considerazione della decisione assunta dal TAR Lecce di dare ragione agli agricoltori che hanno ricorso contro il nostro ente ,annullando la destinazione ad oasi della zona Egnatia –Torre Canne e di fatto sospendendo “ove occorra” lo stesso piano e visti anche i ricorsi pendenti delle associazioni Federcaccia/Enalcaccia e WWF, oltre che alla posizione ufficiale dichiarata  dell’assessore Pomarico di non voler in alcun caso appellare tali sentenze.
Spiace che anche chi aveva fatto proprie le nostre ragioni ha preferito piegarsi a logiche di appartenenza invece che condividere una battaglia che sin ora era stata comune.
La posizione pilatesca assunta dall’assessore regionale alla caccia e comunicata agli assessori provinciali in data 3 cm di non voler revocare il piano, malgrado la evidente illegittimità dello stesso , è la dimostrazione del filo comune che lega le politiche territoriali della giunta Vendola e Ferrarese,  corredatao dalla motivazione di un eventuale chiusura della stagione venatoria che non ha supporto alcuno dell’avvocatura regionale né da nessun altro organismo ma è tesa a creare solo ingiustificati allarmismi.
Resta evidente il fatto che il centrosinistra , di fatto per non creare crepe al proprio interno ,non ha avuto il coraggio di una azione che avrebbe soddisfatto gli interessi degli agricoltori, cacciatori ed ambientalisti brindisini.
Ci appelliamo a tutti i rappresentanti delle associazioni venatorie, agricole , ambientali, ai componenti ATC e Comitato tecnico affinchè in maniera unitaria si organizzi una manifestazione che faccia vedere, a chi ancora non ha recepito la gravità del problema( ad iniziare dal vincolo assoluto delle coste per finire ai danni all’ortofrutta), quanto sia estesa la volontà di annullare questo piano.
Gruppi consiliari Provincia di Brindisi
PDL/AdC/MPA/PUGLIA prima di Tutto

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Berlusconi colpito al viso: la solidarietà di Ciracì (Pdl)

Purtroppo siamo costretti a prendere atto che il clima velenoso, creato ad arte dai soliti cattivi maestri, ha prodotto un’azione violenta che ha colpito il Presidente Silvio Berlusconi, ma che ha colpito contemporaneamente l’Italia intera.
Oggi si è consumata una pagina nera per la nostra nazione che è sempre stata culla di democrazia, dialogo e di rispetto per le istituzioni.
Malgrado è stato un gesto di un singolo, non si può che essere preoccupati per la gravità dell’accaduto.
Esprimo a nome del gruppo PDL della Provincia di Brindisi la massima vicinanza umana e solidarietà al Presidente Berlusconi, certo che nelle prossime ore sia il Presidente Ferrarese che il Presidente del Consiglio Provinciale Massari vorranno far sentire la loro testimonianza di solidarietà al nostro Presidente del Consiglio dei ministri, vittima di una vile aggressione.

COMUNICATO STAMPA NICOLA CIRACI’ – CAPOGRUPPO CONSILIARE PDL AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI BRINDISI

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La Convocazione odierna del cda della Santa Teresa spa con all’odg: Cessione partecipazione azionaria della “Italia Lavoro” spa (49%) alla Provincia, svoltasi in un silenzio ingiustificato, vista la gravità della situazione venutasi a creare, è la dimostrazione di come la Giunta Ferrarese, manchi di una propria strategia aziendale e politica finalizzata ad evitare gravi problemi economici all’Ente, oltre ad un vero e proprio disastro per il 170 dipendenti.
Situazione che risulta ancora più grave vista la posizione espressa dal socio Italia Lavoro che in mancanza dell’acquisto delle azioni da parte pubblica ha già dichiarato – con nota del 15 settembre u.s. – che l’unica prospettiva è lo scioglimento della società e la nomina del liquidatore.
In questo caos, dove non si capisce chi regge il timone, la situazione è resa ancora più drammatica dalla scadenza dei benefici di legge per gli oneri previdenziali che aumenteranno le uscite del 30% e dalla mancanza di un piano economico e finanziario che permetta di mettere a bando i servizi per esternalizzarli.
Preoccupazione va espressa anche per la tenuta del bilancio della Provincia. Va rammentato a tutti che questa situazione, esplosiva anche dal punto di vista sociale, altro non è che il frutto di un mal governo dei rappresentati di centro di sinistra di cui è abbondantemente piena la nuova Giunta Provinciale.
Il PdL chiede immediata convocazione del Consiglio Provinciale con al’OdG la comunicazione del Presidente su tale tematica, poiché non è con i silenzi che si risolvono i problemi.

COMUNICATO STAMPA NICOLA CIRACI’ – CAPOGRUPPO PDL ALLA PROVINCIA DI BRINDISI

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Spot elettorale

Postato da admin il 1 - giugno - 2009COMMENTA

Il mio spot.

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About Me

Sono nato a Ceglie Messapica (BR) il 25 agosto 1969 e qui risiedo. Sono laureato in Scienze Politiche e la politica attiva è la mia passione da sempre. Da diverse legislature sono Consigliere Comunale nella mia Città, sono stato consigliere ed assessore provinciale. Nell’ultima tornata elettorale amministrativa sono stato rieletto consigliere provinciale con il 34,4 % nel collegio di Ceglie Messapica 1 lista PDL e nominato capogruppo consiliare .Sono anche stato rieletto il 12 dicembre CONSIGLIERE NAZIONALE dell\'UNIONE PROVINCE

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