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Al Presidente dell’Amministrazione Provinciale
Il sottoscritto capogruppo consiliare del PDL interroga la Signoria Vostra per sapere se nella sua qualità di Presidente di Ente socio della Società Trasporti Pubblici di Brindisi è stato informato che il CdA dell’azienda ha avviato la selezione per la individuazione del Direttore Generale della società medesima, affidando tale attività ad una società esterna. SI chiede di conoscere il costo sostenuto per la selezione, il costo previsto per le spettanze del futuro Direttore Generale e se tali somme risultano essere sopportabili dal bilancio della società stessa che a mia conoscenza risulta essere in pesante disavanzo. Non avendo contezza se tra i requisiti previsti per la indivduazione del Direttore Generale ci sia quello della specifica esperienza apicale nel settore TPL Trasporto Pubblico Locale, si chiede di conoscere se lo stesso sia stato inserito nel bando. Ovviamente se questo requisito non fosse stato inserito si chiede alla S.V. un immediato intervento per l’annullamento di tale atto, che risulta peraltro ingiustificato in mancanza dell’approvazione del bilancio per l’anno corrente e scorretto e dal sapore elettorale in presenza del rinnovo degli organi di governo della Regione Puglia (Ente socio principale), aggravato dalla consapevolezza della presenza in organico aziendale di figure che ben potrebbero svolgere tale funzione. In mancanza del fondamentale requisito dell’esperienza nel TPL, chiunque sarebbe autorizzato a pensare male dell’iniziativa, considerato che è semplicemente impossibile immaginare di poter affidare la Direzione a soggetti che non abbiano mai diretto una azienda delle dimensioni e delle caratteristiche della STP di Brindisi. Al fine di sfatare il dubbio che tale iniziativa sia frutto di azioni politiche e non gestionali e che, come qualcuno mormora, il soggetto di fatto sia stato già individuato, si chiede alla S.V. una immediata risposta, in mancanza della quale si procederà alla richiesta di convocazione del consiglio provinciale.
Nicola Ciracì – capogruppo PDL
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Ho deciso di cambiare il look del mio videoblog tornando ad un aspetto più “blog”, ma sempre con numerosi contributi video. Stiamo ancora lavorando per aggiornare i contenuti.
A presto.
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Iniziativa popolare di osservazione ai sensi art.11 della L.R. 20/01 alla Delibera n.1 del 02/11/09 del Commissario ad acta Comune di Ceglie Messapica di adozione del” Piano Urbanistico Generale” relativa alla richiesta di salvaguardia della zona MONTEVICOLI.
Il sottoscritto dr.Nicola Ciracì in qualità di consigliere comunale di Ceglie M.ca unitamente ai componenti del gruppo su face book “ SALVIAMO MONTEVICOLI” come da elenco allegato;
poiché l’intera zona MONTEVICOLI viene destinata nell’adottando P.U.G. a zona omogenea C2 con relativi interventi di edilizia residenziale da effettuarsi in una macromaglia di ben 180 ettari che di fatto trasformerebbero l’area di maggior pregio della nostra comunità in un quartiere con l’evidente danno anche all’immagine turistica di Ceglie;
ritenendo che la scelta effettuata dal progettista ,seguendo gli indirizzi dell’Amministrazione Comunale, non tiene in alcun conto che,
la SOPRAINTENDENZA per i BENI AMBIENTALI,ARCHITETTONICI,ARTISTICI e STORICI di Bari con nota prot.n.30629/97 a firma del sopraintendente arch. Gian Marco Jacobitti relativa al parere sul P.R.G. del nostro comune scriveva:”Il territorio , facente parte del sistema collinare murgiano, antropizzato sin dal periodo messapico, del quale conserva cospicue testimonianze, ricco di sedimenti architettonici,insediamenti rurali, cavità grottali ed emergenze naturalistiche quali brani di residue superficie macchiose e boscate che configurano la cosiddetta campagna storica visibile dalla periferia urbana come ad esempio Loc.tà MONTEVICOLI presenta nel suo complesso rilevante valore paesistico, meritevole di salvaguardia”.
La SOPRAINTENDENZA per i BENI ARCHEOLOGICI per la Puglia di Taranto, con nota prot.n.2231/01 a firma del Sopraintendente dott.Giuseppe Andreassi “ritiene che non la singola Grotta di MONTEVICOLI debba essere tutelata ma un’area più vasta”.
Che nella stessa relazione del P.U.G. a pag 37 i progettisti definiscono l’area meritevole di tutela “di grande interesse anche per l’eventuale pertinenza dei resti in parte attribuiti alla grotta di MONTEVICOLI, andrebbe valutata nel suo potenziale archeologico e qualsiasi operazione di scavo andrebbe a soggetta a controllo preliminare”, dimenticando però di tutelarla effettivamente.
Risultando evidente che la destinazione del piano mal si concilia con tali pregiate caratteristiche ed anzi è volta alla completa distruzione del rilevante valore paesistico-archeologico ,
si osserva che è opportuno che l’area continui ad essere destinata a Zona E1 prevedendo misure idonee di salvaguardia e mantenendo salva la possibilità di interventi esclusivamente ricettivi o alberghieri.
Il Consigliere comunale dr.Nicola Ciracì
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Il documento politico sull’Università di Brindisi sottoscritto da sette consiglieri provinciali:
Attualmente a Brindisi hanno sede i seguenti corsi di laurea:
A) Afferenti all’Ateneo di Bari:
1) corso di laurea triennale in “Economia Aziendale” + specialistica in “Economia e Management delle Org. Marittime e Logistica”;
2) corso di laurea triennale in “Progettazione e Gestione delle attività culturali” (denominato in precedenza “Storia, Scienze e Tecniche dell’Industria Culturale”);
3) corso di laurea triennale in “Informatica”;
4) Scienze infermieristiche (numero chiuso).
B) Afferenti all’Ateneo di Lecce:
1) corso di laurea triennale in “Ingegneria Industriale” + specialistica in “Ingegneria aerospaziale”;
2) corso di laurea triennale in “Scienze sociali, politiche e del territorio”.
Al di là delle conseguenze che la Riforma Universitaria in corso produrrà sugli atenei italiani, occorre avviare una riflessione approfondita sulla situazione della provincia di Brindisi che si trova ad accogliere corsi di studi che afferiscono all’ateneo di Bari e a quello di Lecce.
In primo luogo, per evitare il rischio di una concorrenza sleale, ma anche per noi inopportuna e nociva, tra i due atenei, sarebbe auspicabile istituire una Fondazione in cui riunire i due atenei, sulla scia di altre esperienze in Italia come la Fondazione Università di Mantova, nella cui offerta formativa confluiscono il Politecnico di Milano, l’Università di Pavia e l’Università di Brescia (l’ indirizzo è www.unimn.it ), e che comprende Architettura, Ingegneria, Medicina e Scienze della Mediazione Linguistica.
Ovviamente, ciò che più va tenuto in considerazione è il contesto entro cui il polo universitario si va a collocare, intendendo per contesto sia il sistema produttivo ed industriale, sia l’ambiente culturale in senso lato, soprattutto quando ci troviamo di fronte nella provincia di Brindisi ad una miniera non solo di beni culturali (paesaggistici, monumentali, museali, naturalistici), ma anche di attività culturali disseminate lungo l’intero territorio (dal festival della musica barocca di San Vito al Torneo federiciano dei rioni di Oria, tanto per citare alcune manifestazioni) e che hanno nel rinato teatro Verdi di Brindisi il loro nucleo fondamentale, destinato a diventare, qualora se ne creassero le condizioni, il centro propulsore di tutto un complesso di attività ramificate nei Comuni.
Due sono, dunque, le direttrici di un modello di sviluppo sostenibile nel nostro territorio:
1) il sistema industriale esistente – dal Distretto dell’areospazio alla chimica -, per cui vanno attivati e potenziati i collegamenti con Ingegneria già esistente (facente capo a Lecce) e con Farmacia da istituire (Bari);
2) il patrimonio dei beni e delle attività culturali, attorno a cui va potenziato un corso di laurea umanistico come “Progettazione e Gestione delle attività culturali”, che potrebbe diventare il Dams del Sud, una Facoltà delle Arti/della Musica/dello Spettacolo del Sud.
Tanto più che nella nostra regione abbiamo l’Apulia Film Commission e un Teatro Pubblico Pugliese, entrambi molto attivi, oltre che delle politiche culturali che hanno puntato molto su queste dimensioni della cultura anche come attrattività turistica.
Recentemente il rettore dell’Ateneo leccese, Laforgia, ha dichiarato che egli vorrebbe istituire a Lecce un Dams, ma è impossibilitato per ragioni finanziarie. Allora, quale migliore occasione perché sia la Provincia di Brindisi a prendere l’iniziativa, e sia il Comune di Brindisi, che si è candidato ad essere riconosciuto come città d’arte, a fare altrettanto?
Numerose sarebbero le ricadute positive di una siffatta istituzione. Se ne accennano solo alcuni:
1) promozione delle energie creative esistenti sul territorio, anche attraverso forme di incentivazione nella produzione spettacolare e di agevolazione nell’inserimento e nella distribuzione sul territorio provinciale e nazionale, anche in rapporto con il Teatro Pubblico Pugliese;
2) creazione di un centro di formazione teatrale non limitato agli attori, ma esteso anche alle figure tecniche dei fonici e dei datori di luce e alle pubbliche relazioni;
3) un rapporto sistematico con il sistema scolastico, anche attraverso la formazione del pubblico.
Inoltre, beni culturali vanno considerati anche luoghi e attività produttive come masserie e case cantoniere che possono essere rivitalizzate e riqualificate in termini economici e di mercato, rese oggetto di visite guidate da parte del mondo della scuola e soprattutto reimmesse in circuiti di turismo culturale, ove si possano gustare prodotti agricoli locali e assistere a manifestazioni culturali tipiche. Economia e cultura, così, si danno la mano in un rapporto nuovo.
La proposta è allora:
1) di mantere i corsi di laurea esistenti dell’ateneo barese, eliminando una delle due specialistiche di Economia, quella in “Amministrazione e consulenza aziendale”, che da sola ha un costo di euro 89.348, puntando su una riqualificazione di “Progettazione e Gestione delle attività culturali” nel senso indicato;
2 ) di mantenere i corsi di laurea esistenti dell’ateneo leccese, riconcordando le specialistiche già attivate;
3) di istituire il corso di laurea in Farmacia;
4) di istituire un master in agraria;
5) di riunire i due Atenei in una Fondazione che sarà denominata “Fondazione Università di Brindisi”.
Brindisi 8 gennaio 2010-01-08
Firme
Francesco Fistetti (Riformisti per Fistetti)
Nicola Ciracì (Pdl)
Paolo Urso (Mpa)
Ciro Argese (Adc)
Vincenzo Attorre (Puglia prima di tutto)
Vitantonio Caliandro (Partito Socialista)
Italo Guadalupi (Pdl)
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Al Commissario straordinario
Osservazione al P.U.G. a norma art.11 LR n.20/01
Il sottoscritto Nicola Ciracì in qualità di consigliere comunale del Comune di Ceglie M.ca, in merito alla scelta effettuata dal progettista di individuare una sorta di “ seconda” zona industriale sul lato dx della s.p. Ceglie-Francavilla F.na esprime il proprio dissenso facendo proprie le perplessità avanzate dalla III Commissione Consiliare Urbanistica in data 24/03/07 che aveva evidenziato l’antieconomicità di tale scelta vista la totale mancanza di infrastrutture nell’area individuata. In tale seduta oltre alla mia persona il consigliere di maggioranza Antonio Amico, come da verbali, aveva richiesto di privilegiare le aree già dotate di infrastrutture al fine di non gravare economicamente sulla comunità, ricevendo l’assenso della commissione. Risulta evidente che dovedo creare ex novo acquedotto, fognatura, rete gas,rete viaria oltre a determinare oneri di urbanizzazione elevatissimi di fatto si inciderebbe pesantemente sui costi dei futuri lotti
Va evidenziato che le attuali due zone D dopo 30 anni dalla nascita, non hanno ancora soddisfatto la loro totale insedi abilità con una superficie residua di ben 50.000 mq evidenziando quindi l’inutilità di creare una nuova zona, peraltro non allineata in contiguità con il conseguente devastante impatto ambientale. Vedesi allegati 1.2.3.4.5.6.
Prolungare invece l’attuale zona D sullo stesso versante in contiguità con l’esistente, rappresenterebbe un’opportunità per un nuovo impulso al completamento delle infrastrutture ,oltre a considerare un controllo più agevole del territorio poiché la contiguità fisica tra la zona D esistente e quella a realizzarsi, consentirebbe di realizzare delle economie nelle forniture e gestioni dei servizi essenziali per gli insediamenti produttivi quali il presidio e vigilanza del territorio(progetto di AREA VASTA presentato dal comune a finanziamento che prevede porte vigilate d’ingresso alla zona industriale) e la possibilità di implementazione di servizi alle imprese quali a es. sportelli bancari o punti ristoro.
Le stesse tavole del P.U.G SISTEMI TERRITORIALI LOCALI tav. n 2.a.1, 3 e 4 evidenziano che la nuova area individuata è soggetta a vincoli idrogeologici ,come le Tavole di INVARIANTI di TIPO PAESAGGISTICO AMBIENTALI riquadro n.3 evidenziano la presenza di bosco, cava ,area di pertinenza nel sito “stranamente “individuato , senza logicità alcuna, come nuova area D.il rilievo aereo fotogrammetrico(allegato 7) evidenzia in maniera lapalissiana che tale area è piena di dislivelli e avvallamenti oltre ad essere zona di raccolta e reflusso delle acque meteoriche , fatti che già da soli evidenziano l’illogicità di tale scelta urbanistica.Sfugge davvero alla comprensione dei più per quale motivo il progettista da un lato tende a vincolare l’area e dall’altro la cementifica.
Risulta incomprensibile come la coprogettista dr.essa Pace, chiamata a dirigere l’Ufficio Parchi della Regione Puglia, pur essendo in possesso di ortofoto dell’area non abbia compreso che nella zona individuata sono ad oggi presenti in una vera e propria piantata centinaia di secolari alberi d’ulivo, dichiarati patrimonio inestimabile dalla stessa regione con apposita legge, che andrebbero divelti per far posto a un ennesimo cimitero industriale.
Viste le considerazioni riportate si chiede di annullare la destinazione a zona D dell’area citata riportando la stessa alla sua originaria destinazione.
Dr. Nicola Ciracì
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Si è costituito su Facebook , su iniziativa del consigliere comunale di Ceglie M.ca Nicola Ciracì il gruppo ” Salviamo Montevicoli” che si prefigge l’obiettivo di effettuare, per la prima volta in Italia, un’OSSERVAZIONE al PUG come previsto dalla legge regionale 20/01 tramite la rete.
Ad oggi alla richiesta di tutela dell’area di Montevicoli, destinata dall’adottando piano urbanistico a zona edificabile, hanno aderito ben 650 cittadini e molto nomi famosi dal regista Romeo Conte, al giornalista Mimmo Consales, all’eurodeputato Raffaele Baldassarre, al blogger di Piazza Plebisciti Domenico Biondi, al consigliere di Torre Guaceto Vincenzo Vacca, al DJ Manuel Borghetti, . Il gruppo chiede che l’area ,famosa per i suoi ristoranti e per le meravigliose grotte,venga sottoposta a tutela come richiesto sia dalla Sopraintendenza ai Beni Ambientali di Bari che quella ai Beni Archeologici di Taranto.
I membri del gruppo si riuniranno martedi 29 cm alle h 19 presso i locali comunali ex ufficio tecnico di via Elia nel centro storico per firmare insieme l’osservazione al PUG da depositare entro la scadenza del 2 gennaio e decidere quali altre iniziative assumere.
” L’aver pensato di trasformare una delle più belle zone della provincia di Brindisi come Montevicoli,sede dei nostri migliori ristoranti e delle rinomate grotte , in un quartiere edificabile è un idea folle che va fermata. Faremo di tutto affinchè ciò che richiesto dalle due Sopraintendenze e cioè che la tutela della zona e delle grotte diventi quanto prima realtà. Ci appelleremo , anche in modo bipartisan a consiglieri regionali, parlamentari, allo stesso Presidente Vendola a uomini di cultura affinche il ministero dei Beni culturali intervenga quanto prima. e blocchi qualsiasi tentativo di speculazione”
COMUNICATO STAMPA GRUPPO ”SALVIAMO MONTEVICOLI”
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